Il venerabile presidente Criscione se la ride dopo la devastante vittoria contro la Suitsamine
Era un radiante presidente Criscione quello che si presentava ieri, nella sala sala stampa del Cobretti Park, per commentare il match contro la Suitsamine. "Che volete che faccia?!!"- tuona il magnate non senza il solito facinorosismo che lo contraddistingue- "Che potrei mai fare se non ridere di gusto, a crepapelle. È stata una partita gloriosa per noi ma che oserei dire quasi comica per i nostri avversari. I giocatori devono aver assunto le stesse abitudini del loro presidente, escort by Giampi Tarantini notte e giorno. Ma li avete visti?! non si reggevano in piedi. I miei ragazzi, che invece sono atleti seri, hanno massacrato l'obbiettivo, le fasce sembravano indemoniate, la cabina di regia un esempio, da oscar oserei dire. Fra l'altro non ho visto il presidente Licitra al Cobretti Park e non mi sorprende. Pare che abbia rilevato villa certosa con tutte le tradizioni. Mi aveva offerto di vedere la partita in TV con lui e decine di ragazze direttamente da li, ma io, che sono un presidente onorato e serio, ovviamente ho rifiutato. Credo che il presidente della Stratocascons abbia accettato e non mi sorprende affatto. Un consiglio al presidente della Suitsamine? Che la smetta con la coca e le donne, che cancelli il numero di Tarantini dal cellulare e torni a fare la formazione, è un disatro la sua societá. Le ultime dichiarazioni degli zozzoni? Guardi, ma se secondo lei puó un uomo d'affari come me stare a sentire le lagne di due inetti che ancora vivono di sfarzi passati. Noi siamo il presente e il futuro della FRGF. Gli Zozzoni, lasciatemelo dire hanno un gioco orrendo, prendete Ronaldinho, un rigore inesistente e un gran passaggio in novanta minuti, avete visto il voto?? agghiacciante, solo cosí hanno ottenuto la prima vittoria. Va bene cosí, ho giá detto troppo, ma dico un ultima cosa, tutti prima o poi lasceranno le penne al Cobretti Park, arrivederci"
Cosí chiude il presidente della U.D. Cobretti, alzandosi e sbattendo la porta, come sempre odioso, nervoso e abbondantemente presuntoso, ma, lasciatecelo dire, a noi piace cosí.